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Da oggi Google prende le tue promozioni dal sito e le mette negli annunci

Dal 12 ottobre Google Ads aggiunge da sola le promozioni trovate sul tuo sito agli annunci. Come funziona, i rischi, e come spegnerla in cinque minuti.
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Un interruttore acceso: la funzione che Google attiva da sola sugli account

Dal 12 ottobre 2026 Google Ads attiva da sola una funzione nuova su tutti gli account con campagne sulla rete di ricerca o Performance Max: legge il tuo sito, trova le offerte che ci hai pubblicato, e le aggiunge agli annunci.

Senza che tu le crei. Senza che tu le approvi. È attiva per impostazione predefinita, e chi non la vuole deve spegnerla.

Cosa fa, in concreto

Se sulla home hai scritto «sconto 20 % sul primo ordine», o hai una pagina con un codice promozionale, Google può prendere quella frase e attaccarla sotto l’annuncio come se fosse un’estensione che hai scritto tu.

L’idea non è assurda: un annuncio che mostra una promozione viene cliccato più spesso. Il problema è un altro, e sta tutto nella parola «automaticamente».

cosa può andare benecosa può andare storto
una promozione attiva e ben scritta finisce sotto l’annuncio senza lavorouna promozione scaduta ma ancora scritta in una pagina vecchia
più clic sullo stesso budgetuno sconto riservato a un canale, mostrato a tutti
copertura delle offerte che dimentichi di promuoverecondizioni importanti che restano fuori dal testo breve
un prezzo che non vale per tutta Italia, o non per tutti i prodotti

La riga che ci preoccupa di più è la seconda. Quante aziende hanno una pagina «promozioni» con dentro l’offerta di Natale dell’anno scorso, mai cancellata? Quella pagina ora può diventare la frase in cima al tuo annuncio.

La cosa da fare oggi, cinque minuti

Nel pannello di Google Ads vai su Annunci e risorse, poi su Risorse automatiche, e controlla le impostazioni a livello di account. Lì trovi l’elenco delle risorse che Google aggiunge da sé, con la possibilità di spegnerle una per una.

Le scelte sono due, e dipendono da una cosa sola.

Se il tuo sito è in ordine, cioè le promozioni che ci sono sono vere, attive, valide per tutti e scritte in modo completo, puoi lasciarla accesa e guadagnare clic.

Se non sei sicuro di cosa c’è scritto in giro sul tuo sito, spegnila adesso e riaccendila quando hai controllato. È una decisione reversibile, e nel frattempo non rischi di promettere a un cliente uno sconto che non esiste più.

Perché questa storia si ripeterà

Non è la prima funzione che arriva accesa invece che spenta, e non sarà l’ultima. È il modo in cui le piattaforme pubblicitarie si muovono da un paio d’anni: l’automatismo diventa il comportamento normale, e il controllo manuale diventa l’eccezione che devi chiedere.

La conseguenza pratica, per chi gestisce campagne, è che non basta più fare bene le cose che hai deciso di fare. Bisogna anche controllare periodicamente quello che la piattaforma ha deciso al posto tuo. Nel pannello di Google Ads le risorse automatiche sono una decina, e si aggiungono senza annunci in prima pagina.

È lo stesso motivo per cui le ricerche su cui compari vanno lette ogni settimana.

Noi quella schermata la guardiamo su ogni account una volta al mese. Non è una cosa che si fa una volta e si archivia.

E se l’hai già scoperto dagli annunci

Se controllando trovi che una promozione scaduta è già in circolazione, l’ordine delle cose è questo: prima spegni la funzione, poi correggi o cancella la pagina sul sito, poi riaccendi se vuoi.

E controlla i report: se una promozione sbagliata ha girato per qualche giorno, qualcuno l’ha vista, e può arrivarti al telefono chiedendo quello sconto. Saperlo prima della telefonata è meglio.

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