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Google ora ti fa pagare anche le chiamate che non rispondi

Dal 1 ottobre le chiamate perse oltre 20 secondi si pagano. Quali attività possono usare le Local Services Ads, e l’eccezione del tasto da premere.
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Un telefono nero con la cornetta staccata: le chiamate perse ora si pagano

Dal 1 ottobre 2026 c’è una regola nuova su un tipo di campagna che conoscono poco: le Local Services Ads, gli annunci di Servizi locali. Se qualcuno ti chiama durante l’orario di apertura e resta in linea più di venti secondi senza che nessuno risponda, quella chiamata te la fatturano.

Prima la chiamata persa non si pagava. Adesso sì.

Prima però: queste campagne non le può fare chi vuole

È il punto da chiarire subito, perché altrimenti metà di chi legge si chiede perché non le trova nel suo account.

Le Local Services Ads non sono aperte a tutti. Esistono solo per alcune categorie di attività che svolgono un servizio sul territorio, e in Italia sono trentuno in tutto. Fra queste: elettricisti, idraulici, tuttofare, falegnami, imprese di pulizia, traslochi, disinfestazione, giardinaggio, pavimenti, serramenti, riparazione elettrodomestici.

Se vendi prodotti online, se hai un negozio, se fai consulenza, se sei un ristorante, nella maggior parte dei casi questo strumento non ti riguarda. Quello che fai tu sono le normali campagne sulla rete di ricerca, dove si paga il clic: come funzionano, e quanto costa un clic davvero.

E anche dentro le categorie ammesse, l’idoneità si decide servizio per servizio e zona per zona: non basta il mestiere giusto, serve che sia attivo nella tua area. Si verifica solo nello strumento di Google, non da un elenco.

Local Services Adscampagne di ricerca normali
chi le può fare31 categorie di servizi, in Italiachiunque
cosa paghiil contatto: una telefonata o un messaggioil clic
dove compare l’annuncioin cima, nel blocco dei servizi locali, con la spuntafra i risultati di ricerca
cosa serveverifica dell’attività, licenze, assicurazioneun account e un sito

Cosa cambia esattamente dal 1 ottobre

Google ha mandato l’avviso agli inserzionisti il 24 agosto 2026, intitolato «modifiche in arrivo alla politica di addebito dei contatti». Due cose.

Le chiamate perse si pagano, se arrivano in orario di apertura e chi chiama resta in linea oltre venti secondi. La logica di Google è che quel contatto è stato consegnato: il fatto che tu non abbia risposto è un problema tuo.

Le richiamate della stessa persona entro quindici giorni si contano una volta sola. Questa invece è una protezione: se un cliente ti chiama tre volte in una settimana, paghi un contatto, non tre.

L’eccezione che vale la pena conoscere

Qui c’è il dettaglio tecnico che cambia le cose, e che quasi nessuno ha letto.

Se il tuo telefono ha un sistema che chiede di premere un tasto prima di passare la chiamata, del tipo «premi 1 per preventivi, 2 per assistenza», il conteggio dei venti secondi parte solo dopo che il tasto è stato premuto. E chi riattacca senza premere niente non viene addebitato.

Da quando partono i venti secondi telefono che squilla e basta squilla 20 secondi: poi si paga centralino con un tasto da premere squilla attesa: non si paga premuto 20 secondi: poi si paga riattacca prima: niente Lo schema mostra il momento da cui parte il conteggio, non la durata reale di una chiamata. In orario di chiusura la chiamata persa non viene addebitata.

Non è un invito a metterci un menu telefonico per non pagare: se la gente riattacca prima di premere, non è un risparmio, è un cliente perso. Ma è un’informazione da avere quando si decide come gestire le chiamate.

Le tre cose da fare, in ordine

Guarda quante chiamate perdi, e in che orario. Se hai un sistema telefonico che registra le chiamate non risposte, il numero è lì. Se non lo hai, questo è il momento di avere almeno un registro: ora quelle chiamate hanno un prezzo.

Allinea gli orari dichiarati a quelli veri. L’addebito scatta solo nell’orario di apertura che hai indicato nel profilo. Se hai scritto 8-20 ma dalle 13 alle 15 non c’è nessuno, stai pagando le chiamate di quelle due ore. Correggere gli orari è gratis e si fa in cinque minuti.

Decidi chi risponde quando nessuno risponde. Un numero che devia su un cellulare, una segreteria che richiama, qualcuno dedicato nelle ore di punta. Venti secondi sono quattro o cinque squilli: è poco, e non si recupera con la buona volontà.

Come la leggiamo noi

Questo cambiamento rende la gestione delle chiamate una voce di costo, non più una questione di cortesia.

È lo stesso ragionamento che si fa su quanto costa un contatto e quanto vale. Prima una chiamata persa era un cliente perso, e chi lo accettava lo accettava. Adesso una chiamata persa è un cliente perso e una riga in fattura, e cambia il conto di quanto conviene questo canale.

Per chi risponde al telefono bene, non cambia niente. Per chi ha sempre saputo di perdere chiamate e ha sempre rimandato il problema, è arrivato il momento in cui rimandare costa.

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